Dr.Pentothal
il 3 ottobre 2016

Non ti è bastato entrare in quell’aula semideserta

Non ti è bastato entrare in quell’aula semideserta con quella tua faccia triste e gli occhi come il sole a mezzanotte sederti proprio accanto a me, fra tanti posti vuoti. D’altronde cosa ci facevo io da solo in quel banco così grande.
Non ti è bastato raccontarmi la tua vita e tutto il male che ti opprimeva il cuore e chiedermi di dividerlo con te. Come se io al male dessi del “tu”.
Non ti è bastato farmi rompere la faccia, cento volte solo perché eri sola in quella strada del ritorno verso casa. Che importa, ero un ragazzo forte e c’ero abituato.
Non ti è bastato vivere un amore senza domani, da nascondere anche a Dio, anche un solo giorno dove tu immaginavi fosse una vita. Un uomo che ama sa farlo in qualunque modo. Non ti è bastato disegnare la mia vita lontana da te, purchè io fossi, come dicevi? “Non dico felice ma, almeno sereno.” Per te era giusto così.
Non ti è bastato cercare di allontanarmi mentre tu stavi per andar via, per sempre, con l’ultimo treno mai in ritardo. Sapevi benissimo che sarei morto prima di te al solo pensiero di lasciarti da sola ad aspettarlo in quella stanza senza uscita. Non ti è bastato farmi quasi impazzire quando mi hai urlato “Cristo Marco, tienimi le mani, io non le sento più, non lasciarmi andare.”
E infine non ti è bastato spaccarmi ancora il cuore contro il muro, quando in un sussurro, mentre il sole andava via, con quel sorriso solo tuo, mi hai detto “bastardo avvicinati, avvicina le tue labbra alle mie: voglio farti l’ultimo regalo: il mio ultimo respiro.
No! Tutto questo non ti è bastato! Dovevi farmi arrivare l’ultima notizia: quella che ti ha sempre identificato senza errore: la donna con la testa più dura della terra.
Dovevi farmi sapere che mi rendevi indietro la mia vita; quella vita che, secondo te, mi avevi sottratto, quel giorno di quel lontano ottobre, quando entrasti in quella scuola e ti sedesti accanto a me.
Lo capisci, vero che questo io non potrò mai perdonartelo; dovessi vivere una vita senza morte o morire mille volte.Altro