nomask.i
il 28 dicembre scorso

Di solito viaggio in auto

Di solito viaggio in auto, ma per queste feste ho deciso di prendere il treno, così mio padre ieri mattina mi ha portata alla stazione di Cormons per tornare a Civitavecchia.
Appena scesa con trolley, zaino e borsa, imbacuccata ti trovo la bestia di turno che - fatti due calcoli - decide che sarò la prossima a cadere nel suo fascino di persona che si ostina a vivere.
Inutile dire, che non ho risposto a nessuna delle sue "domande" e provocazioni, che mi allontanavo ogni volta che si avvicinava, ma niente: insistenza, mani nei capelli che respingevo e via.
Finalmente arriva il treno, salgo, lui dietro di me.
Inutile dire che il delirio continua sul treno senza nessuno che mi dia una mano, io continuo a scansargli le mani a non rispondere e a tenere gli occhi abbassati e lo sguardo duro.
Perché sono io (in quanto donna) a dover tenere evidentemente gli occhi abbassati.
Non importa come sia vestita (a metà fra la suora ed il cosacco), non importa che oggettivamente io sia bruttarella, niente lui continua.
Faccio segno di emergenza al controllore che si fa bellamente i fatti suoi.
Scendo a Venezia, con lui dietro, vado vicino alla polfer, faccio segno di emergenza e loro si allontanano per non avere problemi.
Intanto mi aveva preso il trolley, con forza riesco a riaverlo.
Finalmente in un bar un barista mi dà una mano dicendogli di allontanarsi che mi sta dando fastidio, parte la solita manfrina del vigliacco che "sono gli altri ad essere esagerati, che stavamo scherzando fra noi eccetera".
Finalmente riesco a salire sul treno per Roma.
Ho pianto per la rabbia e l'umiliazione fino a dopo Firenze.
Ma tranquilli siamo noi donne ad esagerare non molti uomini ad avere un problema serio.Altro