RaffaellaLaLiotrina
il 6 agosto scorso

A mio avviso non si tratta di mero provincialismo.

A mio avviso non si tratta di mero provincialismo. L’assenza della politica estera nella discussione elettorale è il segno della profonda debolezza dei partiti italiani. Anzi, è la dimostrazione della loro subalternità a interessi stranieri da non scontentare. C’è infatti da credere che se si chiedesse a Letta o alla Meloni qualcosa su Taiwan o Gaza, questi risponderebbero seguendo pedissequamente le dichiarazioni del dipartimento di stato americano. Se ne può trarre una semplice considerazione. Chi si candida alla guida del paese senza politica estera lo fa per “non-governare”, per non decidere, per sottomettersi alla governance straniera e ai vincoli internazionali. Nel caso dell’area liberal questa rinuncia alla politica è ancora più forte quando i suoi leader ribadiscono la loro adesione cieca e fanatica all’agenda Draghi, il cui programma non riflette gli interessi del paese.Altro